Il benessere emotivo del Natale: la cura della fratellanza

 

Primo piano di una mano adulta che stringe con cura la mano di un bambino in un gesto di protezione e solidarietà, simbolo della fratellanza che cura il cuore a Natale.

SOS Natale: e se la cura per il "Grinch" che è in noi fosse la fratellanza?

Questo è il periodo dell’anno in cui è più facile perdersi. Ci si perde nella frenesia dello shopping compulsivo, nella sfida di organizzare pranzi perfetti o nell’ansia di non mancare a un solo evento. Corri così tanto che, a un certo punto, la magia si spegne. Ti accorgi di esserti trasformato in un Grinch: irritabile, stanco, con il cuore rimpicciolito di due taglie sotto il peso delle aspettative e dello stress.

Forse la verità è che non siamo pronti a vivere un vero Natale, perché abbiamo smesso di lasciarci stupire e di essere autentici. E se quest'anno provassimo a chiederci non cosa fare, ma chi è il Natale per noi?

La mia risposta a questa domanda non è un elenco di doveri, ma un volto da guardare. Per me, il Natale sei Tu. Voglio che il mio pensiero ti raggiunga come un abbraccio, ovunque tu sia: bambino affamato, popolo sfollato, ammalato senza conforto, anziano solo, uomo o donna ferita da una separazione. Sei tu il mio Natale quest'anno. Ho imparato che le sfide della vita si affrontano con umiltà, pazienza e fiducia. A te, che stai attraversando il buio, voglio dire che non sei solo. Mi metto al tuo fianco, unendo le mie mani alle tue, con lo sguardo rivolto verso la speranza.

 

Grinch, c’è un abbraccio anche per te!

Perché vedi, la salute dell'anima è indissolubilmente legata a quella del mondo che ci circonda. Non possiamo stare bene se ignoriamo il grido di chi ci sta accanto. In un mondo che ci spinge a chiuderci nelle nostre case decorate, la vera "terapia" contro lo stress, il cinismo e l’apatia è spalancare le braccia. Il benessere più autentico nasce quando smettiamo di misurare ciò che ci manca e iniziamo a donare ciò che abbiamo. Dobbiamo riscoprire che siamo tutti fratelli.

Ho racchiuso questo desiderio di vicinanza in alcuni versi, che per me sono un impegno e una promessa:

Fratello mio Dammi la mano, fratello mio, ché, in questo mondo di crudeltà, noi non staremo io qui e tu là! Fatti abbracciare, fratello mio, ché, se piovono bombe, ti proteggo io! Prendi il mio pranzo, i vestiti ed il letto, ché, se condivido, sarà un mondo perfetto! Costruiamo la pace, fratello mio, ché, se vince l'odio, ci diremo addio! Camminiamo insieme, fratello mio, ovunque andremo, ci sosterrà Dio. Non più indugiamo, seguiamo la via, che ad ogni errante rivela il Messia!


Quando condividiamo, il nostro cuore si espande davvero (non di due taglie, ma all'infinito). La pace che costruiamo fuori è la stessa che poi troviamo dentro di noi quando andiamo a dormire.


Il mio augurio per te

Quest'anno ti auguro di smettere di correre e di iniziare a camminare verso l’essenziale. Di posare i pacchetti e di stringere, invece, una mano.
La salute del cuore passa per la strada della fratellanza: quando proteggiamo l'altro, quando condividiamo il nostro "pranzo" e il nostro tempo, anche il Grinch che è in noi lascia spazio a un benessere profondo, autentico e luminoso.

Ti auguro un Natale di pace, di condivisione e di ritrovata armonia.
Auguri di cuore!

   

Un uomo solleva con gioia una bambina che ride in un contesto di povertà, simboleggiando la felicità che nasce dalla fratellanza e dall'amore umano oltre le difficoltà.
Perché il benessere più grande è veder rifiorire il sorriso sul volto del fratello.

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